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martedì 31 marzo 2009

MAFIA a Genova?


Ricevo ed inoltro
pino parisi

Quelli che la mafia non la vogliono neanche vedere
NANDO DALLA CHIESA
MAFIA a Genova? Non sono stato chiamato a collaborare con Marta Vincenzi su questi temi. Ma visto che ne studio e scrivo da più di trent´anni, e che ho partecipato a diversi organismi istituzionali che se ne sono occupati, chiedo la parola. Suggerirei di assumere come primo riferimento, più che le opinioni dei singoli, la relazione della Commissione parlamentare antimafia del 2006, l´ultima a chiudere un´intera legislatura di lavoro. Vi si trovano ben trentadue pagine dedicate alla Liguria (più che all´Emilia; più che al Lazio), con numerosi riferimenti alla realtà genovese. Da cui emergono due dati: la dissonanza di opinione degli stessi protagonisti istituzionali circa l´esistenza in città della mafia, nelle sue varie forme; la buona incisività degli interventi comunque realizzati in diversi settori investigativi. Il primo dato riflette il cronico dibattito delle regioni del nord: c´é/ non c´è. E nulla lo illustra bene quanto la dichiarazione di una magistrata stimata come Anna Canepa: "Ho speso dieci anni della mia vita professionale per cercare il riconoscimento del reato di associazione di stampo mafioso a Genova", diceva alla Commissione, ricordando di non essere riuscita a ottenere la condanna per tale reato contro noti emissari di Cosa Nostra.
Il secondo dato (l´incisività di alcune operazioni) dimostra che la materia per intervenire c´era e si riproduceva a macchia di leopardo. Le organizzazioni mafiose qui non spadroneggiano sul territorio - era la sintesi della Commissione -, non sono contigue alla politica, ma esistono e tendono a insediarsi ulteriormente per una pluralità di motivi, anche strategici (la Francia, il porto, la Versilia, ecc). Basta leggere gli atti, dunque. Molti nomi sono già lì, se il problema è quello. A me sembra però che il dibattito sorto dall´allarme-denuncia di Marta Vincenzi sia soprattutto un "già visto" in piena regola. Trent´anni fa tipico (per malafede) delle regioni del sud. Da un po´ di tempo tipico (per impreparazione) delle regioni del nord. Con le consuete, e dannose, interferenze della ragion politica. L´altro giorno, solo per fare l´ultimo esempio, il prefetto di Parma ha smentito Saviano sulla presenza della camorra in città. Ma la magistratura emiliana competente lo ha subito smentito a sua volta: a noi invece risulta e ci stiamo indagando; le sono già stati confiscati dei beni, addirittura (come alla mafia a Genova, peraltro). Ancor più clamoroso fu il caso del procuratore generale di Milano che nel ´92 aprì l´anno giudiziario smentendo che vi fossero prove di una presenza della mafia in città e provincia. Era una polemica indiretta contro chi, in consiglio comunale, aveva chiesto e ottenuto una commissione d´indagine sulla mafia. Bene, nei tre anni successivi la Procura di Milano arrestò migliaia (migliaia!) di membri delle cosche calabresi. E il maxiprocesso relativo si concluse con più ergastoli di quanti ne avesse mai irrogati un tribunale siciliano o calabrese. Occorre conoscenza, dunque. E guardia alta, molto alta.Qualche mese fa dei signori con valigetta piena di banconote hanno fatto visita a qualche commerciante di Nervi promettendo aiuto in caso di bisogno. È un classico: crisi di liquidità-usura. Ne è nata un´assemblea pubblica con pubblica denuncia. A parlarne si nuoce all´economia cittadina? Questa, mi si permetta di notarlo, è da sempre la prima obiezione nelle città malate di cultura mafiosa. L´economia cittadina si difende piuttosto tutelando al massimo la trasparenza, la libertà e la sicurezza del mercato, degli affari e dei singoli operatori. Non bisogna cannoneggiare su nessuno. Solo stare attenti e non dimenticare quel che già è accaduto. Il turismo non ne soffrirà. A Roma la confisca (giustamente pubblicizzata) dei beni della banda della Magliana non ha frenato né le visite al Colosseo né quelle ai Musei Vaticani. La mafia, diversamente dalla piccola malavita, non fa borseggi né rapine ai turisti. Si occupa d´altro. Questo almeno dovremmo saperlo tutti.

domenica 29 marzo 2009

Da quattordici giorni il gruppo genovese bloccato a El Arish




rivevo ed inoltro dagli amici di music for peace
pino parisi
"29 Marzo 2009 l’equipe di “Music for Peace” è per il 14° giorno bloccata ad El Arish. La situazione ha dell’inverosimile, ma purtroppo è una concreta realtà. Ambasciata e Parlamentari Italiani si sono fortemente adoperati ed interessati per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari portati ed accompagnati dai volontari dell’Associazione. L’autorità del luogo sembra ignorare qualsiasi comunicazione proveniente da ogni istituzione possibile. Leggi internazionali sono state violate, esose cifre di denaro sono state richieste, riprese video e scatti fotografici proibiti. L’alienazione psicologica è costantemente presente sul border line. Le insensate richieste di documenti aggiuntivi sono state esaudite, ma ogni giorno, ogni ora e ogni minuto compare la necessità di un nuovo foglio burocratico o comunicazione. L’assurdo obbligo di svuotare i due container di alimenti è stato rispettato: in 4 ore Stefano, Samuele, Giuseppe e Mario hanno scaricato 38 tonnellate di generi di prima necessità per permettere l’imballaggio richiesto. Dopo tutto questo “Music for Peace” è ancora bloccata, coatta all’immobilità, costretta ad aspettare un ennesimo permesso. Ricordiamoci che i ragazzi in missione non vogliono passare il confine per una banale gita di piacere o curiosità, ma per portare degli aiuti umanitari, del semplice cibo che in questo momento è assolutamente indispensabile ai civili della Striscia di Gaza."

giovedì 26 marzo 2009

Fermiamo la produzione dei cacciabombardieri JSF


Il governo italiano sta chiedendo al parlamento il parere positivoalla continuazione della produzione di 131 caccia bombardieri JointStrike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026 con unaspesa di quasi 14 miliardi di euro.Per la campagna Sbilanciamoci! si tratta di una decisioneirresponsabile sia per la politica di riarmo che tale sceltarappresenta, sia per le risorse che vengono destinante ad un programmasovradimensionato nei costi sia per la sua incoerenza (si tratta diun aereo di attacco che può trasportare anche ordigni nucleari) con leautentiche missioni di pace del nostro paese.In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono atrovare risorse per gli ammortizzatori sociali per i disoccupati evengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all'universitàe alle politiche sociali, destinare 14 miliardi di euro allacostruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata eincompatibile con la situazione sociale del paese.Sbilanciamoci chiede al parlamento di dare parere negativo allaprosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte dellerisorse già accantonate a programmi di riconversione civiledell'industria bellica e agli interventi delle politiche pubbliche dicooperazione internazionale, che la scorsa manovra finanziaria hatagliato di ben il 56%.Con 14 miliardi di euro si possono inoltre fare molte altre cose inalternativa. Ad esempio si possono contemporaneamente costruire 5000nuovi asili nido, costruire un milione di pannelli solari, dare atutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazionedei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte lepiccole imprese.Il parlamento faccia una scelta di pace e di solidarietà; blocchi laprosecuzione del programma. Destini le risorse alla società,all'ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale.

mercoledì 25 marzo 2009

OCCUPATION 101


Venerdì 27 marzo ore 20.30
Presso “Casa delle Donne” Salita del Prione 26/II° piano – Genova
OCCUPATION 101


Occupation 101 – di Sufyan Omeish e Abdallah Omeish 2006 – ‘ 90 (sott. Italiano)

Il film pluri premiato, è realizzato da due registri palestinesi. Incentrato sull’occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, analizza le cause storiche dell’occupazione, la vita sotto il controllo militare israeliano, il ruolo degli Stati Uniti nel conflitto. Diverse le interviste a studiosi, operatori umanitari e attivisti, molti dei quali israeliani e statunitensi.

lunedì 23 marzo 2009

Manifestazione antigronda


Ricevo dai comitati antigronda ed inoltro volentieri


Pino Parisi


Il consiglio comunale ha votato il giorno 17 marzo u.s. in Ordine del Giorno per decidere entro il mese di Giugno il tracciato della Gronda autostradale.

E’ l’ennesimo segnale di sfida nei confronti dei cittadini del Ponente e della Valpolcevera che chiedono da tempo e a gran voce di RIFLETTERE su questa opera DEVASTANTE e utile solo ai poteri forti.

SIAMO STUFI DI SUBIRE IN SILENZIO !!

MARTEDI 24 MARZO ALLE ORE 14
TUTTI A PALAZZO TURSI

Se vogliono decidere così in fretta accetteranno tutto ciò che Autostrade propone senza valutare pro e contro .
La politica deve fare gli interessi della gente e non di chi pensa solo ad arricchirsi spremendo il territorio !!



comitati antigronda